Nell’ottobre 2016 nasceva BetAffiliation. A dieci anni di distanza, il network celebra il suo decennale con un messaggio chiaro: il traguardo non è un punto d’arrivo, ma la base per il prossimo capitolo. A raccontarlo è Giovanni Galantino, Chief Marketing Officer del network, in una lunga intervista pubblicata sul numero di novembre/dicembre 2026 della rivista di settore “Italian Gaming News“, dal titolo “Dieci anni di BetAffiliation: il regalo è lo sviluppo internazionale”.
Nei due articoli precedenti della serie “Beyond FTD” abbiamo approfondito il tema della qualità del traffico e la trasformazione del network in una media company. Questa nuova intervista aggiunge un tassello diverso: uno sguardo a ciò che questi dieci anni hanno insegnato e a cosa aspettarsi dal futuro. Ecco i punti chiave, e soprattutto cosa possono trarne gli affiliati.
Dieci anni di crescita: da un’idea a un ecosistema
Galantino ricorda che BetAffiliation è nata con un obiettivo preciso: non limitarsi a fare da intermediario tra operatori e affiliati, ma diventare un vero punto di incontro tra i due mondi, capace di generare valore per entrambi. Il suo percorso personale accompagna quello del network: è entrato a marzo 2017 come Affiliate Manager ed è oggi CMO, un’esperienza che gli ha permesso di vivere da vicino ogni fase della crescita.
In questo decennio, spiega, il team si è ampliato, sono nati nuovi progetti e sono stati affrontati cambiamenti normativi e di mercato che hanno trasformato il settore. Il tutto continuando a crescere: secondo quanto dichiarato dal CMO, il fatturato è aumentato nell’ordine del 2.000%.
Cosa significa per un affiliato: lavorare con un network che ha attraversato dieci anni di cambiamenti normativi senza fermare la propria crescita è un elemento di solidità. L’esperienza accumulata nel gestire le trasformazioni del mercato è un valore concreto per chi vuole costruire un’attività di lungo periodo.
Il ruolo del network è cambiato: la tecnologia da sola non basta
Galantino descrive con chiarezza l’evoluzione del settore. Nel 2016 il quadro era lineare: l’operatore metteva a disposizione prodotto e offerte, l’affiliato generava traffico, il network metteva in relazione le parti ottimizzando la collaborazione. Oggi, osserva, tutto questo non è più sufficiente: il mercato è più maturo e competitivo, la regolamentazione ha cambiato le modalità di comunicazione e di acquisizione, e sono cambiati i comportamenti degli utenti, i canali e le tecnologie disponibili.
Per questo il network ha ampliato il proprio raggio d’azione, sviluppando competenze nei contenuti, nella comunicazione e negli asset proprietari, in un percorso che lo avvicina a un modello di media company specializzata nel gaming, pur mantenendo l’affiliazione come uno dei pilastri del business. E la tecnologia, avverte il CMO, non sarà da sola il fattore decisivo: continueranno a fare la differenza la qualità del traffico, la conoscenza del mercato e la capacità di costruire relazioni solide con operatori e partner.
Cosa significa per un affiliato: investire in strumenti e piattaforme è utile, ma ciò che distingue un affiliato nel tempo è la qualità del pubblico che porta e la solidità dei rapporti che costruisce. Sviluppare asset proprietari — un sito, una community, un canale editoriale riconoscibile — è sempre più un vantaggio competitivo.
La sostenibilità della filiera: quando i margini si stringono
Uno dei passaggi più concreti dell’intervista riguarda l’equilibrio economico dell’intero settore. Galantino ricorda come il nuovo scenario concessorio dell’online abbia richiesto investimenti significativi agli operatori, mentre sul gioco fisico i tempi del riordino restano più lunghi e torna periodicamente il tema di un possibile ulteriore aumento della pressione fiscale.
Il punto centrale è la sostenibilità: quando crescono contemporaneamente costi concessori, tassazione e adempimenti, e al tempo stesso si restringono le possibilità di acquisire e comunicare con il cliente, i margini degli operatori si riducono. E questo effetto, spiega il CMO, ricade a cascata su tutti i partner, affiliazioni comprese. Ne deriva un cambio di prospettiva: oggi generare grandi volumi di registrazioni o di First Time Depositor non basta più. Agli operatori interessa sempre di più la qualità del giocatore acquisito, la sua capacità di generare valore nel tempo e la sostenibilità economica della singola fonte di traffico.
Cosa significa per un affiliato: vale la pena ragionare sulla redditività delle proprie fonti di traffico, non solo sui volumi. Capire quali canali portano giocatori che restano attivi nel tempo permette di concentrare gli sforzi dove il valore è reale e di presentarsi agli operatori come partner affidabile in un contesto in cui ogni euro di margine conta.
Compliance: una responsabilità condivisa
Altro tema forte è quello della conformità normativa. Galantino sottolinea come l’evoluzione delle disposizioni di ADM e AGCOM richieda un livello di attenzione crescente non solo ai concessionari, ma anche a chi collabora con loro. Il network, in particolare, ha la responsabilità di verificare con sempre maggiore attenzione le modalità promozionali, i contenuti, le fonti di traffico e il rispetto delle indicazioni ricevute dai singoli operatori. Una dinamica che, secondo il CMO, va nella direzione di una maggiore professionalizzazione del mercato.
Sul piano più generale, Galantino auspica un equilibrio: strumenti efficaci che consentano agli operatori legali di competere, il sostegno al contrasto dell’offerta illegale portato avanti da ADM anche attraverso l’inibizione dei siti non autorizzati e, soprattutto, norme chiare, applicabili e stabili. Il tema dei prossimi anni, a suo avviso, non sarà tanto avere “più o meno regole”, quanto avere regole che tutelino il giocatore e permettano contemporaneamente alle aziende che operano legalmente di programmare investimenti e mantenere sostenibile il proprio business.
Cosa significa per un affiliato: la compliance non è un adempimento da subire, ma un requisito di accesso al mercato. Promuovere esclusivamente operatori titolari di licenza ADM, rispettare le linee guida sulla comunicazione e mantenere contenuti e fonti di traffico trasparenti sono le basi per continuare a lavorare con i network più strutturati, che sono sempre più attenti a questi aspetti.
Espansione internazionale: pochi mercati, ma scelti bene
Il titolo dell’intervista è già una sintesi: il regalo per il decennale è lo sviluppo internazionale. Galantino conferma che portare progressivamente il modello di BetAffiliation anche all’estero è uno degli obiettivi principali della prossima fase, e che ai prossimi eventi fieristici il network potrà confrontarsi con operatori e partner di mercati diversi. L’approccio, però, resterà lo stesso che ha funzionato in Italia: crescita graduale, sostenibile e basata sulla conoscenza reale dei mercati in cui si decide di operare.
L’area su cui l’attenzione è maggiore è l’America Latina. Negli ultimi mesi il network ha studiato in particolare il Brasile, per dimensioni, cultura sportiva e potenziale, ma il Paese sta attraversando una fase politica e regolamentare particolare e BetAffiliation sta osservando l’evoluzione della situazione prima di definire i prossimi investimenti. Il Latam, precisa Galantino, non è solo Brasile: ci sono altri mercati interessanti su cui sono in corso valutazioni e dove potrebbero nascere nuove partnership. Lo sguardo si estende anche all’Europa e ad altri mercati regolamentati, con una filosofia precisa: meglio pochi mercati, con partnership solide e una comprensione reale del territorio, che una presenza simbolica in dieci Paesi.
Cosa significa per un affiliato: la lezione vale anche su scala individuale. Presidiare bene una nicchia o un mercato, conoscerne le regole e il pubblico, produce risultati più solidi che disperdere energie su molti fronti. E per chi ha un pubblico internazionale, o pensa di averlo, il principio è lo stesso: ogni mercato ha le sue regole, e conoscerle prima di promuovere è un obbligo, non un’opzione.
In sintesi
Il decennale di BetAffiliation racconta una crescita costruita su basi solide, ma soprattutto un messaggio rivolto a tutto il settore: in un mercato più maturo, regolamentato e con margini sotto pressione, a fare la differenza sono qualità, conformità normativa e capacità di costruire relazioni di lungo periodo. Per gli affiliati che lavorano con il network, è un invito a guardare oltre il singolo risultato e a costruire, insieme agli operatori, un modello di collaborazione sostenibile.
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