Il giocatore italiano medio usa la carta di credito, ricarica il proprio conto con circa 39 euro per volta e gioca quasi esclusivamente su piattaforme digitali. Non è un’impressione: sono i numeri ufficiali presentati all’Italian Gaming Expo (IGE) di Roma, la principale conferenza italiana del settore iGaming, dove per la prima volta sono stati resi pubblici i dati Sogei sui metodi di pagamento dei casino online con licenza ADM.

Un’istantanea preziosa su un mercato che, nel 2025, ha raggiunto i 13,3 miliardi di euro in ricariche su 340,3 milioni di transazioni.

Il dominio della carta di credito

Il dato più netto che emerge dall’IGE 2025 è la supremazia assoluta della carta di credito: oltre la metà di tutto il volume di ricariche — il 53,9%, pari a 7,2 miliardi di euro — transita attraverso questo strumento. Un primato netto, che distanzia in modo significativo tutti gli altri metodi.

Al secondo posto troviamo gli e-wallet (PayPal, Skrill, Neteller e simili) con il 19,7% del totale (2,6 miliardi di euro), seguiti dalle ricariche scratch — i voucher prepagati come PaysafeCard — al 13,7% (1,8 miliardi di euro). Il punto vendita fisico si attesta al 7,9%, mentre la carta prepagata copre il 3%. Il bonifico bancario, metodo tradizionale per eccellenza, vale appena l’1% del volume totale: i giocatori italiani preferiscono chiaramente i metodi rapidi e digitali.

Il valore medio di ogni singola transazione è di circa 39 euro — un dato che racconta di un approccio al gioco consapevole e attento al budget. Le ricariche superiori a 100 euro rappresentano solo il 4,7% delle transazioni, ma generano il 40,6% del valore complessivo: una minoranza di giocatori ad alto budget che muove quasi la metà dell’intero mercato.

Chi gioca di più — e come paga: il dato per fascia d’età

I dati IGE 2025 rivelano differenze significative tra le generazioni. La fascia 25-50 anni è di gran lunga la più attiva, con 8,6 miliardi di euro di ricariche — quasi i due terzi del totale (64,7%). Segue la fascia over 50 con 3,3 miliardi (24,8%) e i 18-24enni con 1,4 miliardi (10,5%).

Le abitudini di pagamento variano però in modo interessante:

  • I giocatori più giovani (18-24 anni) mostrano un profilo pienamente digitale: alta incidenza di carte e di e-wallet, minima presenza di voucher o metodi fisici.
  • La fascia 25-50 anni segue il trend generale del mercato, con carta di credito dominante ed e-wallet in buona seconda posizione.
  • I giocatori over 50 si distinguono per una maggiore propensione alle ricariche scratch rispetto alle fasce più giovani, e un uso degli e-wallet relativamente più contenuto — segnale di una familiarità ancora parziale con strumenti come PayPal o Skrill.

Il trend 2022-2025: il mercato cresce del 52%, la carta accelera

Guardando all’evoluzione degli ultimi tre anni, il quadro è di un mercato in forte espansione (+52% in valore, +51% in numero di transazioni) con dinamiche molto diverse a seconda del metodo di pagamento.

La carta di credito è il metodo in più rapida crescita: +63,5% in valore tra il 2022 e il 2025, con il numero di transazioni che è più che raddoppiato (+123%). Gli e-wallet crescono a un ritmo solido (+41,6%), confermando la loro affermazione come alternativa digitale di riferimento. Il punto vendita fisico sorprende con una crescita del +110%, probabilmente trainata dall’espansione della rete di punti di ricarica convenzionati.

L’unico metodo in sostanziale stagnazione è la ricarica scratch: -1,4% in valore nel triennio, segnale di un progressivo abbandono dei voucher prepagati fisici a favore di strumenti completamente digitali.

L’Italia, primo mercato gaming d’Europa

I dati presentati all’IGE 2025 confermano un primato di cui spesso si parla poco: l’Italia è il primo mercato gaming in Europa per Gross Gaming Revenue (GGR), con 5,629 miliardi di euro nel 2025. Un risultato che lascia indietro Francia (3,644 miliardi), Romania (2,829 miliardi) e Germania (2,802 miliardi).

Vale però la pena leggere anche il dato pro capite: il GGR per adulto in Italia è di 112 euro, una cifra nella media europea, ben al di sotto di paesi come la Svezia (218 euro) o il Portogallo (144 euro). La leadership italiana, insomma, è frutto della dimensione della popolazione — non di una spesa individuale eccezionalmente elevata. Un mercato enorme, ma tutt’altro che saturo.

Cosa significano questi dati per il settore

Per chi opera nell’affiliazione iGaming, questi numeri hanno implicazioni concrete. La crescita inarrestabile della carta di credito — ormai dominante in tutte le fasce d’età — suggerisce che la frizione legata ai metodi di pagamento si sta riducendo: il giocatore italiano medio sa come ricaricare, sceglie strumenti familiari e si muove con naturalezza tra le piattaforme digitali.

La crescita degli e-wallet apre invece opportunità di personalizzazione dell’offerta, così come la diversità dei comportamenti per fascia d’età offre spunti precisi per la segmentazione delle campagne. Un mercato maturo, con dati finalmente chiari: la sfida è saperli leggere e trasformarli in vantaggio competitivo.

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