Nel primo articolo di questa serie denominata “Beyond FTD” (Oltre il Primo Deposito), abbiamo raccontato come, secondo Giovanni Galantino, Chief Marketing Officer di BetAffiliation, la qualità di una campagna si misuri dopo la conversione, non al momento dell’FTD. Ma l’intervista integrale rilasciata da Galantino a una rivista di settore va molto oltre quel primo concetto, e disegna un quadro ancora più ampio di dove sta andando il mercato dell’affiliazione — e di cosa significa, concretamente, esserne parte oggi.

Dal Decreto Dignità alla “media company”: un cambio di pelle

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda il modo in cui il Decreto Dignità del 2018 ha cambiato il settore. Inizialmente percepito come una limitazione, con il tempo si è rivelato — nelle parole di Galantino — un acceleratore di professionalizzazione del mercato. Per una realtà come BetAffiliation, questo ha significato una trasformazione profonda: da network concentrato sull’acquisizione e distribuzione di traffico, a quella che Galantino definisce una vera e propria media company, dove contenuti, tecnologia, dati, strumenti di comparazione e capacità editoriale diventano parte integrante del prodotto offerto sia agli operatori che agli utenti.
Il principio guida, secondo il CMO, non è cercare scappatoie rispetto al perimetro normativo, ma costruire valore all’interno di quel perimetro — attraverso contenuti informativi di qualità, dati e strumenti di comparazione che funzionano contemporaneamente come valore per l’utente e come leva di acquisizione sostenibile per l’operatore.
Cosa significa per un affiliato: in un mercato dove le regole si sono fatte più stringenti, chi continua a lavorare come semplice “postatore di link” rischia di restare indietro. Investire in contenuti editoriali di qualità, dati verificabili e strumenti utili al lettore (comparatori, guide, analisi) non è solo una scelta etica, ma una strategia di sopravvivenza e crescita nel nuovo contesto regolamentare.

La proposta di una “patente” per gli affiliati

Un altro spunto emerso durante l’evento Affiliates Connect di Roma (aprile 2026) è particolarmente rilevante: Galantino ha proposto l‘introduzione di una sorta di licenza o “patente” per gli affiliati, sul modello di alcuni mercati internazionali. L’obiettivo non sarebbe creare un ulteriore ostacolo burocratico, ma uno strumento di tutela per l’intero mercato, che permetterebbe agli operatori di sapere con chiarezza con chi stanno lavorando e aiuterebbe a distinguere l’informazione professionale e certificata da spam o forme di promozione non controllate.
Cosa significa per un affiliato: che il settore si stia muovendo verso una maggiore trasparenza e tracciabilità è un dato di fatto, licenza formale o meno. Chi già oggi lavora con standard elevati — compliance, qualità dei contenuti, selezione delle fonti di traffico — parte in vantaggio rispetto a chi opera in modo improvvisato, perché sarà proprio questo standard a fare la differenza quando il mercato richiederà (o imporrà) maggiore struttura.

Giovanni-Galantino-CMO

Il “paradosso italiano”: perché il know-how locale conta più della scala internazionale

Un passaggio particolarmente originale dell’intervista riguarda quello che Galantino chiama il “paradosso italiano”: grandi gruppi internazionali dell’affiliazione, anche quotati in Borsa, che dominano in molti mercati esteri ma incontrano difficoltà significative proprio in Italia. La ragione, secondo il CMO, è che il mercato italiano non consente un copia-incolla delle strategie internazionali: servono conoscenza del territorio, comprensione della regolamentazione, rapporti consolidati con gli operatori e fonti di traffico realmente radicate nel Paese.
Cosa significa per un affiliato: questo è forse il punto più incoraggiante per chi lavora sul mercato italiano. Il know-how locale — la conoscenza approfondita del pubblico, delle dinamiche normative e degli operatori nazionali — è una barriera competitiva reale, difficile da replicare per chi arriva dall’estero semplicemente acquisendo un dominio o traducendo un sito. Continuare a investire in questa competenza specifica resta una delle strategie più solide per un affiliato che opera in Italia.

Oltre il calcio: la strategia multi-sport e la destagionalizzazione

Un ultimo tema di grande interesse riguarda la stagionalità del betting. Galantino osserva come identificare le scommesse sportive esclusivamente con il calcio sia ormai un errore di prospettiva: sport come il tennis e il basket — in particolare l’NBA — stanno registrando volumi in crescita, assottigliando progressivamente la distanza che li separava storicamente dal calcio.
I Mondiali 2026, nonostante l’assenza dell’Italia dalla competizione, hanno generato per BetAffiliation volumi di nuove acquisizioni e NGR superiori alle aspettative, a dimostrazione di come i grandi eventi sportivi generino engagement indipendentemente dalla partecipazione della Nazionale. Il network sta ora lavorando, in collaborazione con i concessionari, su due binari paralleli: ottimizzare l’acquisizione sfruttando il ritorno del grande calcio (Serie A, competizioni europee), e allo stesso tempo lavorare sulla retention degli utenti acquisiti nei mesi precedenti, Mondiali compresi.
Cosa significa per un affiliato: costruire una strategia di contenuti che copra più discipline sportive durante l’arco dell’anno, invece di concentrarsi solo sui grandi appuntamenti calcistici, permette di intercettare audience diverse e di ridurre la dipendenza dalla stagionalità tradizionale del betting. Tennis e basket, in particolare, meritano oggi un’attenzione editoriale crescente.

Non solo traffico: la relazione con l’operatore come vero valore aggiunto

Infine, un concetto che attraversa tutta la seconda parte dell’intervista: il lavoro di BetAffiliation, nei rapporti di partnership più evoluti, non si limita a consegnare traffico all’operatore. Il network condivide dati, informazioni e il sentiment del mercato percepito quotidianamente attraverso la propria rete di affiliati e le diverse fonti di traffico — un valore che si traduce in azioni concrete per l’operatore, come promozioni mirate o strategie di acquisizione specifiche.
Cosa significa per un affiliato: anche a livello individuale, questo principio resta valido. Un affiliato che comunica agli operatori partner osservazioni concrete sul comportamento del proprio pubblico — non solo numeri di conversione, ma segnali qualitativi — costruisce una relazione di valore che va oltre il singolo link promozionale, aprendo la strada a condizioni di partnership più solide nel tempo.

In sintesi

L’intervista integrale a Giovanni Galantino conferma una traiettoria chiara: il mercato dell’affiliazione iGaming italiano si sta professionalizzando rapidamente, e chi saprà investire in contenuti di qualità, conoscenza del territorio, diversificazione sportiva e relazioni solide con gli operatori sarà nella posizione migliore per affrontare questa evoluzione.

Per i partner di BetAffiliation, la direzione indicata da Galantino è tanto una bussola quanto un invito: continuare a costruire valore reale, non semplici scorciatoie.

Seguici sui nostri canali social: